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13
gen
2021

Testimonianza

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Finalmente nel posto giusto al momento giusto

Ciao a tutti, io sono Masha e questo è il secondo articolo che scrivo per il Gruppo Valdinievole. Ho fatto e finito il programma tra il 2008 e il 2010. Sono uscita con tanta voglia di fare, ma soprattutto di dimostrare di essere in grado di avere una vita lontana dalla droga e dal degrado umano e personale in cui si casca spesso quando si hanno problemi di tossicodipendenza. Devo dire che ci sono pure riuscita. Mi sono dimostrata di essere una persona che valeva, responsabile, capace, sveglia, corretta chiara, una che affronta i problemi e che sbagliando e cadendo ha la capacità di rialzarsi per ricostruirsi. Ad oggi penso che per quanto mi dimostrassi di valere, quel valore non me lo sentivo mai mio e quindi ripartiva la ricerca (inconscia) di una nuova occasione per dimostrarmi di essere all'altezza della vita e delle aspettative altrui, in un gioco con me stessa infinito in cui non ero mai soddisfatta perchè c'era sempre una nuova meta da raggiungere. Nel frattempo sono diventata mamma di un bambino fantastico a cui mi sono dedicata con tutta me stessa, con il desiderio di dargli una famiglia, condizione esistenziale da me poco conosciuta essendo stata adottata e non essendomi mai sentita appartenente a niente e a nessuno. Sarei potuta essere ovunque ed ovunque fossi non mi sentivo mai nel posto giusto al momento giusto. Mio figlio mi ha dato una forza enorme e mi ha rimesso in gioco a livello emotivo perchè è proprio vero che non sai quanto amore possa contenere il tuo cuore fintanto non ha un altro essere umano tra le tue braccia con la consapevolezza che la sua vita dipende dalla tua e che non c'è gioia più grande che vedere i suoi occhi che brillano e la sua bocca che sorride. Dentro di me mi sono promessa che non avrebbe mai dovuto vivere quello che avevo vissuto io e non avrebbe mai dovuto sentirsi solo, triste ed abbandonato da chi avrebbe dovuto prendersi cura di lui per colpa di qualche sostanza, che fosse alcol, droga o psicofarmaco. Il terrore di potermi trasformare anche lontanamente in quella che era stata mia madre naturale, che era tossicodipendente (anche se la sua dipendenza era l'alcol) ed aver fatto e finito un programma che mi ricordo come una delle esperienza più importanti della mia vita, mi ha messo subito in allarme quando si sono verificate le prime "serate". Ho chiamato Camilla e dopo aver parlato con Federico, che si è dimostrata una persona lungimirante, capace di avere un occhio attento alle singole situazioni, guardando dentro le persone e non agire solo in base a protocolli standard, sono rientrata.
È stato un colpo durissimo. Ho passato mesi in lacrime che sembravano non asciugarsi mai. Ho messo in discussione tutto quello che ero stata e quello che avevo fatto fino a quel momento. Cosa non avevo capito? Cos'è che non era andato come doveva? Cosa non avevo lasciato in sospeso nel programma precedente? Cosa non avevo visto di me? Su cosa non ho lavorato? Non riuscivo a capire. Avevo tutto. Un lavoro per cui mi sono preparata con grande impegno, un bambino che amo con tutta me stessa, un compagno che è esattamente tutto ciò che avrei desiderato, una bella casa ed una vita apparentemente serena. Perchè dentro di me c'era sempre qualcosa che non andava? Piano piano ho abbassato le difese che volevano salvaguardarmi dal male che sentivo per quel senso di fallimento, sconfitta, delusione nei miei confronti e con fiducia mi sono fatta aiutare dalla Clelia che mi ha scosso e smossa nel momento in cui ero impantanata dentro me stessa, dalla Camilla che mi ha chiarito i dubbi quando i miei obiettivi sembravano confusi e la motivazione è venuta meno, dalla Cinzia che con la sua preparazione ed un cuore così grande da farmi domandare come facesse a contenerlo una statura così piccola, mi ha guidata alla scoperta e all'accettazione della parte più profonda di me, dandomi occhi nuovi per guardarmi e le bimbe che mi hanno sempre sostenuta quando con una parola di conforto, quando con il silenzio, quando con una sana risata. Le idee hanno iniziato a schiarirsi e ho iniziato a capire che è più importante saper ascoltare piuttosto che esibire la miriade di nozioni accumulate nel corso della nostra vita. Che comunicare quello che veramente siamo in fondo al nostro cuore ha un potere liberatorio che non avrà mai la pretesa di aver ragione a tutti i costi, anche se comunicare quello che sentiamo pesuppone una consapevolezza che spesso si acquisisce rispolverando stanze nel nostro essere doloroso che ci fanno versare lacrime amare, ma che hanno il potere di sciogliere le catene che tengono imprigionato il nostro cuore. Che nessuno di noi è responsabile di ciò che sente ma sicuramente lo è di come si comporta in relazione a ciò che sente Che la vera autostima ed il vero valore di noi stessi non si conquista ostentando una eccessiva forza o un'eccessiva disponibilità, strippando nei limiti che ognuno di noi umanamente ha. Che la vera forza si nasconde dietro all'accettazione dei nostri ed altrui limiti, come una caratteristica della nostra unicità, nella nostra capacità di prenderci cura ed abbracciare le nostre fragilità nello stesso modo in cui ci piace mostrare i nostri punti di forza. La libertà si conquista con la capacità di mettersi in discussione e non puntando i piedi come i bambini dicendo "voglio", ma con l'umiltà e la consapevolezza che esiste un altro punto di vista, un altro pensiero ed un'altra emozione altrettanto giusta quanto il nostro. Che è bello che qualcuno ci capisca e si metta nei nostri panni, ma anche noi dobbiamo fare lo stesso. Che le persone più difficili sono quelle che hanno più paura e pensano di poter proteggere la loro fragilità con la forza della rabbia e dell'arroganza perchè nessuno prima ad ora è stato in grado di accogliere le loro debolezze nel momento in cui avevano bisogno e molte volte proprio quando sono più insopportabili, hanno bisogno di un abbraccio che non sanno chiedere piuttosto di una critica che li porta a reiterare gli stessi percorsi mentali ed emotivi. Che la nostra anima ha bisogno di calma, tranquillità e apertura alla vita per svelarci la sua bellezza, ma è più facile trovarsi nel frastuono e nella frenesia, perchè un tempo sentendoci soli, tristi e delusi abbiamo chiuso la parte del nostro sentire per paura che quelle emozioni ci ingoiassero, ma solo riaprendole possiamo sentire la nostra perfezione in mezzo alle bellissime imperfezioni della vita e darci la possibilità di sentirci finalmente nel posto giusto ovunque siamo. Il gruppo valdinievole non è un limite, una costrizione o un obbligo (anche se per alcuni lo è per problemi legali), ma un'opportunità per fermarsi, conoscersi lasciarsi andare e fare dei nostri sbagli i nostri punti di forza. Sta ad ognuno di noi se trovarne il massimo o subirlo e di questo dobbiamo prenderci le responsabilità per poter diventare uomini e donne con le iniziali maiuscole. Penso che non ci siano parole sufficientemente grandi per esprimere tutta la gratitudine che sento per questo posto e le persone che ne fanno parte, perciò vi lascio con un semplice grazie pieno di stima per ciò che fate senza stancarvi mai.
Con affetto, Masha.

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